domenica 31 gennaio 2016

Enorme biodiversità? In casa!


“Il grande fratello ti sta guardando”.
No tranquillo non stiamo parlando di George Orwell, né di un noto programma televisivo, ma di circa 600 ‪‎specie‬ di ‪‎insetti‬ e ‪invertebrati‬ che popolano le nostre case.
Durante lo studio, gli scienziati hanno trovato nelle case esaminate ‪‎ragni‬, ‪formiche‬, ‪coleotteri‬ dei tappeti, ‪pidocchi‬ dei libri, ecc.
Il numero delle specie, che sono circa 579, sembra essere molto sottostimato a causa del fatto che molti ‪‎artropodi‬ sono molto piccoli, molto criptici, o nascosti in posti estremamente complessi da raggiungere.
Molto spesso quando pensiamo a luoghi inesplorati e ricchi di ‪‎biodiversità‬ pensiamo al fondo degli ‪oceani‬, o alla ‪‎foresta‬ ‪pluviale‬, insomma, a tutto fuori che le nostre mura domestiche.
[Biochronicles ITA]

sabato 30 gennaio 2016

Plutone non sarà mai più il nono pianeta


Per comprendere ciò che ci circonda è spesso necessario classificare. È stato fatto con le forme viventi (Linneo), con le rocce del pianeta (minerali), e anche e soprattutto in astronomia, dall'alba dei tempi. Ma non sempre la prima classificazione che viene attribuita si rivela corretta, è una parte naturale del processo. Per esempio, il leone non è un felino!
Plutone è stato scoperto nel 1930, in una posizione che sembrava spiegare anomalie nell'orbita di Nettuno. Non serviva continuare a cercare, avevamo il pianeta mancante, Plutone venne accolto come nono pianeta e la ricerca si fermò. Ma negli anni successivi fu chiaro che era troppo piccolo per spiegare le anomalie, e che quindi era stato scoperto per puro caso. Oggi sappiamo che le anomalie erano errori di calcolo.
Quando negli anni '90 riprendemmo a guardare al sistema solare esterno scoprimmo la fascia di Kuiper, una seconda cintura asteroidale ricca di piccoli mondi ghiacciati. Plutone era ancora Re, ma il suo dominio cominciò a scricchiolare nel 2003, con la scoperta di Sedna: comparabile in dimensioni ed immensamente più lontano. E nel 2005 Eris, la dea della discordia, più grande e massiccia, pose la questione del decimo pianeta. Le scoperte seguirono a cascata: Makemake, Haumea, Quaoar, Varuna, Orcus, Salacia e uno stuolo di oggetti senza nome ma grandi almeno 700 km.
Si ripresentò quindi una questione che si considerava chiusa dal 1850, quando la scoperta di nuovi oggetti (Cerere nel 1801 fu il primo) aveva portato il totale dei pianeti a 32, e generato la nascita della definizione di "asteroide", oggetto simile a una stella, in quanto non si era in grado di risolverne i dischi.
La chiave si è rivelata essere un nuovo parametro, la "dominanza orbitale". Si è visto che calcolando in vario modo questo numero, si formava un ABISSO tra gli otto pianeti "classici" e tutto il resto. La natura, e non l'uomo, aveva diviso gli oggetti del sistema solare in due gruppi ben distinti, e che Plutone era stato solo il primo a essere scoperto di una vasta popolazione di oggetti minori.
E così gli astronomi di tutto il mondo si sono riuniti. Con un voto unanime la UAI ha rigettato la classificazione di Plutone, Cerere, Eris e Haumea nel computo dei pianeti classici. Nasceva però un nuovo problema: come chiamare questi oggetti? Si sono formate due scuole: una che proponeva una sottoclasse di pianeta, il "pianeta nano" (con a capo Alan Stern, lo riconoscete?) e una che invece riclassificava il tutto nei corpi minori, come "planetoidi" (con a capo Michael Brown, scopritore di Eris, Sedna e forse ora del pianeta X ). Di nuovo all'unanimità, è passata "pianeta nano", ma è poi stata bocciata la proposta di renderla una sottoclasse di "pianeta", una contraddizione che ancora oggi genera confusione e che attende una vera soluzione.
Comunque vogliate chiamare Plutone & Co, ciò non cambierà la loro natura, stabilita miliardi di anni fa dai processi di formazione del sistema solare stesso.
[Lorenzo di Chi ha paura del buio?]

venerdì 29 gennaio 2016

Com'è fatto un fiocco di neve


Fiocchi di neve visti al microscopio elettronico a scansione.
Sapevate che nessun fiocco di neve è mai perfettamente uguale all'altro?
La spiegazione sta nel fatto che la neve è fatta di acqua e la fisica ci dice che due atomi di acqua non sono esattamente uguali, perchè una molecola di acqua ogni 5000 ha Deuterio al posto dell’Idrogeno, ed una ogni 500 ha un atomo di ossigeno con massa 18 anziché 16. Questi elementi alternativi, chiamati isotopi, in questo caso sono stabili e non pericolosi.
Da questi dati e dal fatto che mediamente un cristallo di neve è formato da 10^18 molecole di acqua è semplice verificare che almeno 10^15 molecole saranno differenti dalle altre e saranno distribuite in modo casuale all’interno del cristallo.
In pratica, in un singolo fiocco di neve ci sono 1.000.000.000.000.000 molecole che possono essere disposte in modo differente.
[Vik su Io Amo la Scienza]

giovedì 28 gennaio 2016

Veleno


Gli animali velenosi sono quelli che usano sostanze con effetti dannosi temporanei o permanenti, fino a letali, attraverso un meccanismo chimico.
Questi animali possono essere trovati in quasi tutte le categorie tassonomiche definite dal sistema di classificazione scientifica.
Per ovviare all'impossibilità di comparare la tossicità delle dosi di veleno per ogni specie vivente vista l'enorme diversificazione delle stesse, si è ricorso a una formula in base alla quale si asserisce che: LD50 (Lethal Dose 50, dose letale 50) la dose in mg di una sostanza in grado di uccidere la metà di una popolazione campione (misurata in kilogrammi) di ratti adulti esposta ad essa. Per fare un esempio dunque la vipera comune possiede un LD50 pari a 6, e ciò significa 6 mg di veleno per kilogrammo di topi; per il calabrone yak-killer il valore scende a 3 mentre nel cobra è pari ad appena 0,29.
[Jam di Io Amo la Scienza]

mercoledì 27 gennaio 2016

Il ‪‎Rene‬ Artificiale di Nils Alwall


La notte tra il tre ed il quattro settembre 1946 un paziente di 47 anni si trova in condizioni di stato comatoso nel reparto di Medicina Interna dell’ospedale dell’Università di Lund. Il suo problema è l’uremia, ed egli soffre anche di silicosi complicata da una polmonite. I suoi reni hanno smesso di funzionare e le sue palpebre sono così rigonfie che egli non riesce ad aprire gli occhi. Sotto anestesia locale, un chirurgo apre due vasi sul polso del paziente ed inserisce una cannula in una vena ed un’altra in un’arteria. Una strana macchina, costruita nel laboratorio del dipartimento di Fisiologia, consiste di un grosso contenitore in vetro con un cilindro in filo di acciaio inossidabile disposto a rete all'interno. Un tubo appiattito in cellophane è avvolto intorno. Il tubo è in realtà una sorta di intelaiatura lungo undici metri. Quando la macchina viene messa in funzione, il sangue arterioso inizia a scorrere all'interno del tubo e ritorna indietro nella vena. Al passaggio del sangue nell'intelaiatura, una grossa quantità di “prodotti di scarto” abbandona il sangue ed entra nel liquido esterno; in questo modo, il sangue ripulito ritorna al paziente. Questo scambio di sostanze all'interno dell’intelaiatura è chiamata “dialisi”. Nel corso della notte il paziente riprende coscienza e riesce a riaprire i suoi occhi ed a parlare. Sfortunatamente, egli morrà 24 ore dopo a causa della polmonite. Il device era stato congegnato dal un professore associato di 42 anni, Nils Alwall (1904-1986).
[fonte: Fisiologia]

martedì 26 gennaio 2016

Onde sonore per spostare oggetti


L’esperimento è stato sviluppato dal gruppo di ricerca del Politecnico di Zurigo, guidato dall'italiano ventinovenne Daniele Foresti.
Le proprietà del suono, come la pressione esercitata dalle onde acustiche, erano già state sfruttate per mantenere in aria piccoli oggetti, ma si è sempre trattato di levitazione statica. Daniele Foresti, invece, è riuscito a manipolare e muovere piccole quantità di oggetti solidi e liquidi, senza alcun tipo di contatto con altri strumenti. Evitando così interazioni o contaminazioni come quelle che avvengono in chimica e nella produzione di farmaci.
Sfruttando le vibrazioni del suono è dunque possibile levitare, trasportare in aria e ruotare oggetti di qualsiasi materiale con una sezione fino a 7 millimetri, senza limiti di lunghezza. Il levitatore può muovere gocce di leghe metalliche fuse, che possono essere mescolate insieme per formare nuovi materiali oppure per l’incapsulamento del solido-liquido. Oppure si può eseguire la trasfezione del DNA (inserimento di materiale genetico nelle cellule) evitando in questo modo problematiche che insorgono con le tecniche tradizionali.
Fino ad oggi la scienza moderna ha ottenuto la levitazione attraverso diversi principi fisici, soprattutto magnetici, elettrostatici e ottici, in grado di contrastare la forza di gravità. Tuttavia l’aspetto affascinate di questo nuovo esperimento di levitazione acustica è che la manipolazione non dipende dal materiale con cui sono costituiti gli oggetti. E questo può aprire la strada a varie applicazioni nel campo della gestione di materiali tossici, pericolosi o radioattivi.

[Jam di Io Amo la Scienza]

lunedì 25 gennaio 2016

Sei sempre TU.

L'altra metà da trovare non è una donna, o un uomo: sei sempre TU.
E' l'altra metà di te, la parte sconosciuta alla quale devi dare vita, per poterti finalmente incontrare.
Per sempre.
Questa è la vera unione in grado di liberarci da quel sentimento di solitudine che avvertiamo anche quando stiamo con qualcuno.
Allora, poi non c'è niente di più bello che condividere con una persona la propria vita. Però bisogna prima averne una. Una vita VIVA. E' la totalità che esalta. Quando guardi un quadro, può anche piacerti un particolare, ma è l'insieme che ti emoziona.

[Raffaella Manieri]

[Evento] Vaccini: tra scienza, attualità e bufale (Genova, 28.01.2016)

L'associazione culturale Zeus - Divulgazione scientifica a Genova organizzerà Giovedì 28 Gennaio 2016 un incontro universitario aperto al pubblico dal titolo “Vaccini: fra scienza , attualità e bufale” e destinato alla Scuola di Scienze Mediche e Farmaceutiche.
L'evento ha come fine quello di fornire una più approfondita e completa conoscenza sul sempre attualissimo tema delle vaccinazioni, dalla creazione sino alla somministrazione del vaccino, coinvolgendo docenti in igiene e in scienze infermieristiche del Dipartimento di Scienze della Salute (DISSAL) e Operatori Umanitari della ONG Medici Senza Frontiere capaci di portare la loro esperienza interculturale in merito.
L'incontro vuole anche stimolare nei futuri operatori sanitari una maggiore consapevolezza della disinformazione, dei dubbi e della paure dei loro pazienti, spesso originati da una comunicazione superficiale e talora non corretta.

Interverranno:
  • Prof. Giancarlo Icardi (DISSAL) - “I danni da non vaccinazione”
  • Prof.ssa Loredana Sasso (DISSAL) - “Operatori sanitari: comportamenti e responsabilità per la sicurezza dei pazienti.”
  • Dott. Stefano Carozzo (DISSAL) - “La vaccinazione antinfluenzale: confusione mediatica e e effetti sulla popolazione.”
  • Dott.ssa Vittoria Gherardi (Medici Senza Frontiere) - “Dove la prevenzione non è scontata: successi, fallimenti e sfide dei vaccini nei paesi in via di sviluppo"
  • Il Ninth di BUTAC - Bufale un tanto al chilo. - “La corte del re cremisi. Disinformazione e ricatti emotivi di un movimento decadente.”

La moderazione dell’evento sarà affidata all’associazione Zeus.

La conferenza avrà luogo nell’Aula Magna della ex Clinica Chirurgica dell’Ospedale San Martino (via Antonio De Toni 16) a partire dalle ore 14:30.

L’INGRESSO È LIBERO. TUTTA LA CITTADINANZA È INVITATA.

Partecipate numerosi! Tutti qui: Vaccini: tra scienza, attualità e bufale

domenica 24 gennaio 2016

"Come cibo, l'arte nutre la mente."


Lo sapevi che le ‪‎emozioni‬ influiscono molto su un ‪‎cervello‬ particolarmente creativo?
Emozione e ‪‎creatività‬ sono strettamente connessi, tanto che i meccanismi neurali alla base della creatività possono dipendere dallo stato emotivo.
Un nuovo studio, basato interamente su musicisti ‪Jazz‬, ha affrontato la tematica da vicino per la prima volta. Il Jazz infatti è estremamente flessibile in termini di ritmo e strumenti, in maniera da esprimere un’emozione.
Per il nuovo studio, il team di ricerca ha utilizzato la tecnologia ‪‎fMRI‬ per esplorare ciò che accade nel cervello durante improvvisazioni al pianoforte ispirate da specifici stimoli emotivi.
Le scansioni cerebrali hanno evidenziato una differente attività cerebrale nei diversi casi di stimolazione emotiva, positiva, negativa ed ambigua, seppur a livello motorio i musicisti stessero comunque suonando sempre un pianoforte.
Nel giro di improvvisazione, certi stati emotivi possono aprire i ‪‎musicisti‬ a stati di flusso più profondi o di più robusta stimolazione dei centri della ricompensa.
Sulla base di questi risultati, il team ipotizza che la voglia di creare ‪arte‬ può derivare dal desiderio di stimolare queste regioni del cervello.
Come cibo, l'arte nutre la mente.

[fonte: Biochronicles ITA]

sabato 23 gennaio 2016

Benaltristicamente

Se affrontassimo benaltristicamente una discussione, perché "i veri problemi sono [sempre n.d.r.] altri" e anche i meta-veri problemi sono altri rispetto ai "veri problemi" sopracitati, e i meta-meta-veri problemi sono altri rispetto ai "meta-veri problemi" (e così via) giungeremmo dialetticamente al principio del Motore Immobile o altri principi cardine della Metafisica.
[Giulia Corsini]

I Licheni, gli amanti dell'aria pulita


Non esistono solo centraline e dispositivi creati dell' uomo per monitorare l'aria e l'inquinamento ma la natura ci ha dotato di vari esseri viventi che in base alla loro presenza e al loro stato di salute ci danno ottime indicazioni sullo stato ambientale del luogo che vogliamo monitorare.
Questi vengono definiti bioindicatori.
Un esempio sono i licheni.
I licheni sono il risultato di una simbiosi tra un alga e un fungo. L'alga e il fungo vivono strettamente connessi e traggono benefici reciproci.
L'alga, attraverso la fotosintesi, crea i nutrienti per il fungo e il fungo, a sua volta, fornisce acqua, sali minerali e strutture protettive indispensabili per la vita dell'alga.
I funghi che partecipano alla simbiosi appartengono principalmente agli Ascomiceti, mentre ve ne sono alcuni appartenenti ai Basidiomiceti e ai Ficomiceti.
Le alghe coinvolte sono per lo più alghe verdi unicellulari (Chlorophyceae) o cianobatteri (Cyanophyta).
Solitamente i licheni colonizzano rocce e alberi e vivono in ambienti umidi con temperature miti, ma alcuni riescono a colonizzare ghiacciai e aree prossime ai vulcani.

Perché il monitoraggio dei licheni è un importante indice di qualità dell'aria? Perché i licheni, oltre ad essere dei bioindicatori - la loro presenza è mediata dalle tipologie d'inquinamento dell'aria - sono anche dei bioaccumulatori, ovvero accumulano determinate sostanze inquinanti atmosferiche al loro interno.
La misura delle sostanze accumulate quindi si correla con la concentrazione di un determinato inquinante presente nell'aria.
I licheni oltretutto presentano accrescimento lento (quindi si possono monitorare per un lungo periodo di tempo), hanno attività metabolica ininterrotta e presentano una sensibilità specie-specifica a determinati inquinanti.

Quali inquinanti atmosferici riescono a accumulare al loro interno?
Principalmente accumulano metalli pesanti (quali Pb, Zn, Cu e Cr), anidride solforosa, idrocarburi clorurati, ossidi di azoto, radionuclidi e fluoruri, composti altamente tossici e difficilmente misurabili con la strumentazione.
Generalmente il monitoraggio avviene in base alla stima delle diverse specie di licheni presenti in una determinata area.
Come possiamo vedere in figura, il monitoraggio avviene su un albero in esame tramite un apposito reticolo di campionamento.
Quindi se vedete dei licheni in giro durante le vostre passeggiate ricordatevi che sono importantissimi per la qualità l'aria che state respirando!

Immagine da: https://goo.gl/OsFlXu

Alcuni esempi di biomonitoraggi:
Alcuni articoli scientifici e immagini:
[LR di Minerva - Associazione di Divulgazione Scientifica]

venerdì 22 gennaio 2016

Computer e raggi cosmici


Quando i raggi cosmici colpiscono l'atmosfera terreste, entrano in collisione con le molecole d'aria, producendo il cosiddetto "air shower" di protoni, neutroni e altre particelle a elevata energia. Tali particelle, penetrate in un'area sensibile del chip, potrebbero causare errori di computazione influenzando gli elettroni, che potrebbero cambiare stato (passare da 0 a 1 e viceversa).
IBM a metà degli anni 90, ha effettuato delle prove sul problema, evidenziando come errori di questo genere, causati dai raggi cosmici, si possono verificare con più frequenza con l'aumentare dell'altitudine.
Questo è il principale motivo per cui componenti hardware destinati all'uso nello spazio, per esempio utilizzati su satelliti, shuttles, o sonde, hanno un costo enormemente maggiore rispetto ai loro omologhi destinati ad uso "terrestre". Questi ultimi possono fare a meno, infatti, della costosa schermatura necessaria a quei componenti che non sono naturalmente (anche se limitatamente) schermati dall'atmosfera del nostro pianeta.

Approfondimenti

[fonte: Io Amo la Scienza]

giovedì 21 gennaio 2016

La galassia NGC 5584


NGC 5584 è una galassia a spirale poco più piccola della Via Lattea, con un diametro di 50.000 anni luce è circa la metà della nostra città cosmica.
La struttura maestosa di questa spirale è molto evidente, con due densi bracci stellari che si dipartono da una barra centrale e una periferia densa di giovani stelle calde e blu!
La galassia, distante 72 milioni di anni luce, ha giocato un ruolo molto importante nella nostra comprensione dell'universo: la sua posizione (quasi vista di faccia), composizione e distanza hanno infatti permesso ai potenti occhi di Hubble di risolvere ben 250 singole stelle cefeidi!
Le cefeidi sono stelle importantissime: sono delle supergiganti gialle, come la stella Polare (la più vicina di questa tipologia alla Terra), la cui luminosità pulsa con regolarità. Il bello è che il periodo della pulsazione è correlato molto strettamente con la luminosità intrinseca!
Significa che solo misurando il periodo di oscillazione della stella possiamo, da Terra, conoscerne la luminosità intrinseca, e quindi la distanza! Oggetti del genere vengono chiamati "candele standard", e la relazione fu scoperta da una astronoma, Henrietta Leavitt. Grazie a questa relazione Edwin Hubble potè dimostrare che le nebulose a spirale erano in realtà altre galassie, e soprattutto scoprì l'espansione dell'universo. Cosa che gli sarebbe valsa il Nobel, se all'epoca l'astronomia non fosse stata considerata una scienza di serie B.
Le misure di Hubble sono state ripetute tantissime volte e in modo sempre più preciso, e le cefeidi di NGC 5584 osservate dall'omonimo telescopio hanno permesso di determinare definitivamente non solo il tasso di espansione dell'universo, ma anche che questo sta accelerando! E stavolta il Nobel è arrivato, nel 2011.
Buonanotte amici delle stelle!

Image Credit: NASA, ESA, A. Riess (STScI/JHU), L. Macri (Texas A & M University), and the Hubble Heritage Team (STScI/AURA)
http://www.spacetelescope.org/images/potw1112a/
[Lorenzo di Chi ha paura del buio?]

Quel qualcosa in meno che ci ha dato quel qualcosa in più!!!

GDF6: è il gene che avrebbe avuto un ruolo fondamentale nell'evoluzione verso la statura eretta della nostra specie.
Come si è arrivati alla scoperta? La regolazione del gene GDF6 nel pesce spinarello è sempre stata ritenuta interessante perchè questo pesce ha sviluppato strutture ossee differenti per adattarsi a habitat diversi rispetto a quelli di altri pesci.
In particolare, lo scienziato Vahan Indjeian e i suoi collaboratori della Stanford University School of Medicine e dell’HudsonAlpha Institute for Biotechnology di Huntsville, in Alabama, hanno notato che la ridotta attività del gene GDF6 in alcune parti del corpo del pesce, aveva portato a straordinarie architetture evolutive.
Gli scienziati hanno di conseguenza pensato che il gene GDF6 potesse essere coinvolto anche nelle modifiche della struttura ossea avvenute durante l’evoluzione dei primati.
Confrontando quindi uomo e scimpanzé è stato visto che nell'uomo esiste una ridotta espressione del gene GDF6 nei tessuti ossei in formazione degli arti inferiori ed, in particolare, nei piedi.
Questo probabilmente ha portato ad una crescita ridotta dell'alluce, impedendo la sua trasformazione in un dito opponibile, cosa che invece è avvenuta per la mano.
Nella foto:
in rosso: il pesce che presenta una ridotta attività del gene GDF6 (a sinistra) sviluppa piastre ossee più sottili rispetto al pesce con una normale attività del gene GDF6 (a destra).
in blu: confronto tra le estremità degli arti inferiori tra scimpanzè (sinistra) e uomo (destra). La ridotta attività del gene GDF6 modifica la struttura ossea del piede.

Articolo pubblicato su Cell

[fonte: Italia Unita per la Scienza]

mercoledì 20 gennaio 2016

La mutazione che ha permesso la vita

La comunità scientifica è concorde nel fissare la comparsa della vita sul Pianeta Terra circa 4 miliardi di anni fa. Ma solo 600 milioni di anni fa, all’inizio del periodo Cambriano, le cellule che fino a quel momento vagavano solitarie hanno "deciso" di unire le forze, costituendosi in tessuti specializzati che, nell’insieme, avrebbero dato origine agli organismi pluricellulari, facendo "nascere" il regno vegetale, animale e dei funghi.
Questo "salto" è stato naturalmente dovuto ad una mutazione genetica, un piccolissimo errore casuale necessario per raggiungere la complessità biologica dei giorni nostri, esseri umani compresi: è l’ipotesi di uno studio pubblicato lo scorso 7 gennaio sulla rivista eLIFE e guidato da Ken Prehoda, biochimico dell’Università dell’Oregon.
Come alcuni di voi sapranno, il DNA è una successione lunghissima e apparentemente caotica di 4 nucleotidi: opportunamente lette dai ribosomi, le celebri lettere CATG (che identificano citosina, adenina, timina e guanina) codificano per gli aminoacidi, che assemblati danno origine alle proteine. In parole povere il DNA è un manuale di istruzioni per costruire i mattoncini della vita, e quando c’è una mutazione (ad esempio per lo scambio di una "lettera") possono cambiare - in positivo o in negativo - le proprietà della proteina finale. Bene, con una tecnica chiamata "Ancestral Protein Reconstruction" - una vera e propria macchina del tempo biochimica - si è giunti alla scoperta che la multicellularità deve essere comparsa circa 600 milioni di anni fa, quando una proteina che allineava le cellule durante la mitosi è mutata, impedendo la divisione ma favorendo la vicinanza e l’organizzazione in tessuto.
Uno studio del genere non ha solo interesse storico, ma anche terapeutico. Le cellule tumorali hanno infatti dimenticato di essere parte di un organismo multicellulare, e cominciano a comportarsi autonomamente badando solo alla propria crescita e riproduzione: capire a fondo il perché di questo cambiamento può portare a nuovi e insperati trattamenti.

Image Credits: Space Engine/Daniel D. Brown
Source: http://elifesciences.org/content/5/e10147
[Massimiliano di Chi ha paura del buio?]

La scienza conferma: i ‎cani‬ possono riconoscere le ‎emozioni‬ negli esseri umani


Ti sei mai chiesto se il tuo amico a 4 zampe sa davvero riconoscere il tuo stato emotivo?
Per un padrone non c'è alcun dubbio, ma ora a confermare questa "sensazione" vi è anche la scienza, grazie ai risultati di un team di esperti di comportamento animale e psicologi dell’Università di ‪Lincoln‬, Regno Unito, e dell’Università di San Paolo, in ‪Brasile‬.
I ‪‎cani‬ possono riconoscere le ‪#emozioni‬ negli esseri umani mediante la combinazione di informazioni provenienti da sensi diversi. È quello che è emerso dallo studio, in cui si mostra come i cani osservati hanno speso molto tempo a guardare le espressioni facciali e la vocalizzazione, sia in soggetti umani che canini. L'integrazione di diversi tipi di informazioni sensoriali in questo modo indica che i cani hanno svolgono rappresentazioni mentali di stati emotivi positivi e negativi degli altri. Per fare ciò è necessario un sistema di classificazione interna degli stati emotivi, capacità cognitiva che fino ad ora era stata evidenziata solo nei ‪primati‬ e negli esseri umani.
È importante sottolineare che i cani seguiti nelle prove non hanno ricevuto alcuna formazione precedente né alcun periodo di familiarizzazione con i soggetti nelle immagini. Ciò suggerisce che la capacità dei cani di combinare stimoli emotivi può essere intrinseca.
Come una specie altamente sociale, tale strumento sarebbe stato vantaggioso e può anche essere stato selezionato il rilevamento delle emozioni nell'uomo grazie alle diverse generazioni di addomesticamento.

[fonte: Biochronicles ITA]

martedì 19 gennaio 2016

Ramadan, da paziente a volontario


Durante il suo lungo ricovero, Ramadan - che parla inglese - è diventato un tramite tra noi e i pazienti ricoverati nel nostro ospedale in ‎Libia‬. Appena le sue condizioni sono migliorate, poi, aiutava i bambini a mangiare, gli altri pazienti ad alzarsi dal letto, aveva sempre una parola e un gesto gentile per tutti. Quando lo abbiamo dimesso, gli abbiamo allora proposto di diventare un nostro collega. Ogni pomeriggio, durante le ore di formazione che vengono tenute dallo staff internazionale, lui è presente, attento e interessato. Quando gli abbiamo chiesto se potevamo raccontarvi la sua storia ci ha risposto «certo, ma la scrivo io». Il suo racconto lo potete leggere qui sotto: lo ha intitolato “Storia della mia vita”. E a noi sembra davvero una gran bella storia da condividere.

«Il mio nome è Ramadan Mousa Kaber Kony. Sono nato nella città di Alkofra nel 1993, in una baraccopoli costruita da Gheddafi. Durante i combattimenti nel mio villaggio, sono stato ferito da un proiettile che mi è entrato dalla spalla sinistra e passando vicino al cuore è uscito dalla schiena.
Quando ero pronto per essere lasciare l'ospedale Marina, la Medical coordinator di EMERGENCY, mi ha chiesto se ero interessato a lavorare con loro qui nell’ospedale. Ho risposto "sì" perché sento di appartenere a questo luogo, che prima mi ha visto come paziente e ora come membro dello staff. Sono felice per me, anche se mi dispiace molto per la mia famiglia e per tutte le persone del mio villaggio che continuano a vivere una situazione difficile e pericolosa.
Per finire voglio ringraziare tutto lo staff di EMERGENCY: spero di poter essere di aiuto in questo ospedale.
Grazie mille,
Ramadan Mousa»

[fonte: Emergency]

lunedì 18 gennaio 2016

"L'Italia odia la scienza e ama le teorie cospirative"


L'Italia è un paese che odia la scienza e ama le teorie cospirative.

Vedi la "cura" Di Bella, Stamina, i movimenti antivaccinali etc.etc. etc.

Visto che mancano del tutto le prove scientifiche per le loro fantasie (chiamarle teorie sarebbe già troppo), usano le vie legali per ottenere ragione. Sanno che con questa scappatoia non servono prove scientifiche, basta essere convincenti.

Questa storia ha dell'incredibile, ma solo per chi non segue i movimenti antivaccinali dove tutto si basa su questo tipo di "ragionamento".

Un Paese che odia la scienza
[da VaccinarSI]

domenica 17 gennaio 2016

Cancro: combatterlo con cellule killer appositamente allevate

Modificare geneticamente le cellule ‪staminali‬ del sangue per fare in modo che la progenie - che comprende anche le cellule del sistema immunitario - sia in grado di produrre una sostanza antitumorale. Poi attendere che l’aggressione da parte del ‪‎tumore‬ richiami il sistema immunitario che, a tal punto, sarà armato fino ai denti per combatterlo.
Sembra fantascienza ma non lo è. Diversi gruppi di ricerca in tutto il mondo stanno lavorando ad approcci di questo tipo per combattere il cancro. E un buon passo in questa direzione è stato compiuto ora da ricercatori dell’IRCCS Ospedale San Raffaele che hanno usato questa strategie per colpire le ‪‎metastasi‬ al fegato causate dai tumori del colon-retto.

[fonte: HealthDesk]

Articolo completo: Battere il cancro allevando cellule killer

sabato 16 gennaio 2016

Il Picchio e il segreto della resistenza della sua testa


Per forare rapidamente il legno, il picchio percuote il tronco decine di volte al secondo con una velocità di impatto di 6-7 metri al secondo, raggiungendo forze di decelerazione enormi - anche di 1000 g - (centinaia di volte superiori a quelle a cui è sottoposto un astronauta al momento del lancio.) senza subire alcuna lesione al cranio, al cervello o agli occhi.
Per confronto il limite di tolleranza all’accelerazione dell’uomo si aggira attorno ai 5 g, superati i quali in assenza di misure di protezione, sviene.
Un’analisi della microstruttura delle ossa del cranio ha permesso di ottenere dati che potranno servire alla progettazione di caschi di protezione più efficaci.

[da Io Amo la Scienza]

Per Approfondire: http://www.mbgraphicsfilm.com/articolok.asp?id=1665&genere=Articoli

venerdì 15 gennaio 2016

Ebola: nuovo caso in Sierra Leone

La gioia di ieri, quando sembrava che l'epidemia fosse finita in tutta l'Africa occidentale, non fa altro che rendere ancora più cattiva la notizia: è di oggi la notizia di un nuovo caso di ‪Ebola‬ in ‪Sierra Leone‬.

[fonte: Emergency]

L'annuncio sull'account Twitter dell'OMS.

I dettagli su: C'è stata una nuova morte per Ebola, in Sierra Leone

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giovedì 14 gennaio 2016

Ebola: l'epidemia è terminata

Finalmente una bella notizia!
Dopo due anni, 11 mila persone morte e 30 mila infettate, l’epidemia di ‪‎ebola‬ è finita.
Lo ha reso noto l'Organizzazione Mondiale della Sanità (World Health Organization (WHO).
Serve però tenere alta la guardia. Il virus non è scomparso ed è probabile che alcune delle persone guarite portino inconsapevolmente "riserve" dell'agente patogeno e siano in grado di trasmetterlo ad altri.
Ebola è infatti un virus subdolo: a volte è in grado di “nascondersi” nello sperma per oltre un anno. In questi casi può essere trasmesso attraverso i rapporti sessuali.

Per saperne di più: Ebola: finalmente l'epidemia è finita

Fonte: HealthDesk

sabato 9 gennaio 2016

Il dottor Živago di Borís L. Pasternàk


Il dottor Živago

Trama: Vietato dalla censura sovietica, Il dottor Živago, indiscutibile capolavoro della letteratura russa del Novecento, uscì per la prima volta proprio in Italia nel 1957, ottenendo immediatamente un successo mondiale talmente grande, che l'anno dopo al suo autore fu conferito il premio Nobel per la letteratura. Grande romanzo sulle generose illusioni e le gravi delusioni che possono legarsi a una rivoluzione e alle sue promesse di palingenesi, il libro è ben altro dal pamphlet anticomunista che credettero di scorgervi i censori: il suo alimento è una desolata, dolorosa filosofia della storia, che si sofferma sui bordi oscuri, sul tributo sempre altissimo di vittime che ogni forma di "progresso" trascina fatalmente con sé. 
Jurij Živago, medico e poeta, tenta disperatamente di conservare la propria identità, il proprio giudizio, la propria capacità di amare nel turbine di eventi e di tragedie scatenato dalla Rivoluzione d'ottobre; cerca in ogni modo di spremere un po' di vita da ogni situazione, anche la più avversa, con cui gli capiti di confrontarsi; prova fiducioso ad abbandonarsi all'amore per Lara, a costruirsi una bolla di felicità in un mondo sordo e cieco. Ma infine dovrà arrendersi alla forza delle cose: Lara sparirà dalla sua esistenza, e lui tornerà dopo mille peripezie in una Mosca che non saprà più riconoscere, per morirvi povero e solo, grazie a un caritatevole attacco di cuore. Di Živago non resteranno che le sue poesie, conservate dai suoi pochi amici, a testimonianza del valore di svelamento attribuito da Pasternàk alla letteratura: gramo svelamento all'individuo di un esiguo senso di sé e del proprio destino, invano dissimulato dalla meraviglia delle favole che si continuano, malinconicamente, ad inventare.
Autore: Borís L. Pasternàk
Titolo originale: Doctor Zhivago
Pubblicazione: 2002
Traduttore: Pietro Zveteremich
Editore: Gruppo Editoriale L'Espresso (collana "La Biblioteca di Repubblica - Novecento")
ISBN: 9788481305333


giovedì 7 gennaio 2016

Racconti di Guy de Maupassant


Racconti

Trama: Raccolta di racconti. Contiene: Un milione, Alessandro, Mia moglie, Mistì, Berta, Passeggiata, La veglia, Il signor Giocasta, L'annegato, La signora Hermet, La paura, Padre Giuda, La maschera, La tomba, L'addormentatrice, Divorzio, La Mano dello scorticato, Un Pazzo?, Il Gorla, Chissà
Autore: Guy de Maupassant
Pubblicazione: 1996
Traduttore: Alberto Savinio, Anna Maria Franchetti
Editore: Fabbri (collana "I grandi classici della letteratura straniera")
ISBN: A000070664

sabato 2 gennaio 2016

Furore di John Steinbeck


Furore

Trama: Pubblicato nel 1939, Furore è subito divenuto il romanzo simbolo della Grande Depressione americana.
Nell'odissea della famiglia Joad, in penosa marcia, come migliaia e migliaia di americani, è ripercorsa la storia delle grandi, disperate migrazioni interne, lungo la Highway 66, verso lo sfruttamento, la miseria, la fame: un quadro potente e amaro di una dura Terra promessa dove la manodopera era sfruttata e mal pagata,dove ciascuno portava con sè la propria miseria "come un marchio di infamia".

Autore: John Steinbeck
Titolo originale: The Grapes of Wrath
Pubblicazione: 2002
Traduttore: Carlo Coardi
Editore: Gruppo Editoriale L'Espresso (collana "La Biblioteca di Repubblica - Novecento")
ISBN: 9788481305128

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