sabato 30 gennaio 2016

Plutone non sarà mai più il nono pianeta


Per comprendere ciò che ci circonda è spesso necessario classificare. È stato fatto con le forme viventi (Linneo), con le rocce del pianeta (minerali), e anche e soprattutto in astronomia, dall'alba dei tempi. Ma non sempre la prima classificazione che viene attribuita si rivela corretta, è una parte naturale del processo. Per esempio, il leone non è un felino!
Plutone è stato scoperto nel 1930, in una posizione che sembrava spiegare anomalie nell'orbita di Nettuno. Non serviva continuare a cercare, avevamo il pianeta mancante, Plutone venne accolto come nono pianeta e la ricerca si fermò. Ma negli anni successivi fu chiaro che era troppo piccolo per spiegare le anomalie, e che quindi era stato scoperto per puro caso. Oggi sappiamo che le anomalie erano errori di calcolo.
Quando negli anni '90 riprendemmo a guardare al sistema solare esterno scoprimmo la fascia di Kuiper, una seconda cintura asteroidale ricca di piccoli mondi ghiacciati. Plutone era ancora Re, ma il suo dominio cominciò a scricchiolare nel 2003, con la scoperta di Sedna: comparabile in dimensioni ed immensamente più lontano. E nel 2005 Eris, la dea della discordia, più grande e massiccia, pose la questione del decimo pianeta. Le scoperte seguirono a cascata: Makemake, Haumea, Quaoar, Varuna, Orcus, Salacia e uno stuolo di oggetti senza nome ma grandi almeno 700 km.
Si ripresentò quindi una questione che si considerava chiusa dal 1850, quando la scoperta di nuovi oggetti (Cerere nel 1801 fu il primo) aveva portato il totale dei pianeti a 32, e generato la nascita della definizione di "asteroide", oggetto simile a una stella, in quanto non si era in grado di risolverne i dischi.
La chiave si è rivelata essere un nuovo parametro, la "dominanza orbitale". Si è visto che calcolando in vario modo questo numero, si formava un ABISSO tra gli otto pianeti "classici" e tutto il resto. La natura, e non l'uomo, aveva diviso gli oggetti del sistema solare in due gruppi ben distinti, e che Plutone era stato solo il primo a essere scoperto di una vasta popolazione di oggetti minori.
E così gli astronomi di tutto il mondo si sono riuniti. Con un voto unanime la UAI ha rigettato la classificazione di Plutone, Cerere, Eris e Haumea nel computo dei pianeti classici. Nasceva però un nuovo problema: come chiamare questi oggetti? Si sono formate due scuole: una che proponeva una sottoclasse di pianeta, il "pianeta nano" (con a capo Alan Stern, lo riconoscete?) e una che invece riclassificava il tutto nei corpi minori, come "planetoidi" (con a capo Michael Brown, scopritore di Eris, Sedna e forse ora del pianeta X ). Di nuovo all'unanimità, è passata "pianeta nano", ma è poi stata bocciata la proposta di renderla una sottoclasse di "pianeta", una contraddizione che ancora oggi genera confusione e che attende una vera soluzione.
Comunque vogliate chiamare Plutone & Co, ciò non cambierà la loro natura, stabilita miliardi di anni fa dai processi di formazione del sistema solare stesso.
[Lorenzo di Chi ha paura del buio?]

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