mercoledì 27 gennaio 2016

Il ‪‎Rene‬ Artificiale di Nils Alwall


La notte tra il tre ed il quattro settembre 1946 un paziente di 47 anni si trova in condizioni di stato comatoso nel reparto di Medicina Interna dell’ospedale dell’Università di Lund. Il suo problema è l’uremia, ed egli soffre anche di silicosi complicata da una polmonite. I suoi reni hanno smesso di funzionare e le sue palpebre sono così rigonfie che egli non riesce ad aprire gli occhi. Sotto anestesia locale, un chirurgo apre due vasi sul polso del paziente ed inserisce una cannula in una vena ed un’altra in un’arteria. Una strana macchina, costruita nel laboratorio del dipartimento di Fisiologia, consiste di un grosso contenitore in vetro con un cilindro in filo di acciaio inossidabile disposto a rete all'interno. Un tubo appiattito in cellophane è avvolto intorno. Il tubo è in realtà una sorta di intelaiatura lungo undici metri. Quando la macchina viene messa in funzione, il sangue arterioso inizia a scorrere all'interno del tubo e ritorna indietro nella vena. Al passaggio del sangue nell'intelaiatura, una grossa quantità di “prodotti di scarto” abbandona il sangue ed entra nel liquido esterno; in questo modo, il sangue ripulito ritorna al paziente. Questo scambio di sostanze all'interno dell’intelaiatura è chiamata “dialisi”. Nel corso della notte il paziente riprende coscienza e riesce a riaprire i suoi occhi ed a parlare. Sfortunatamente, egli morrà 24 ore dopo a causa della polmonite. Il device era stato congegnato dal un professore associato di 42 anni, Nils Alwall (1904-1986).
[fonte: Fisiologia]

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